80) Matte Blanco. Sul principio di simmetria e gli esseri umani.
In questa lettura Matte Blanco parte da studi sul pensiero
schizofrenico, che assolutizza il principio di simmetria, e
osserva che, se si applica questo principio al mondo degli esseri
umani, ne derivano paradossali conseguenze che conducono ad uno
schema di pensiero di tipo parmenideo.
I. Matte Blanco, L'inconscio e l'infinito, in Scienza e tecnica,
Annuario della EST, Mondadori, Milano, 1983, pagine 286-289.

 Consideriamo adesso un insieme ben delimitato, per esempio
l'insieme degli esseri umani. Denotiamo questo insieme con la
lettera E; sia U il suo sottoinsieme proprio, formato da tutti gli
uomini, e D quello, anche proprio, formato da tutte le donne. Se
vale il principio di simmetria in questo insieme, allora, siccome
U  E, segue, secondo il principio di simmetria, che E  U, il che
in logica normale  lo stesso che dire che E = U: il
sottoinsieme proprio  diventato sottoinsieme improprio, cio, 
diventato tutto l'insieme. Lo stesso vale per D. In base alla
propriet transitiva, usata nella matematica normale, se U = E
ed E = D, risulta che U = D, cio che l'insieme degli uomini  lo
stesso che l'insieme delle donne.
Consideriamo adesso un uomo, Giovanni P., 40 anni, italiano, razza
bianca, professore universitario. Egli  elemento di E, il che
implica, secondo il principio di simmetria, che E  elemento di
Giovanni P. In logica normale si considera che il fatto che
Giovanni P. sia elemento dell'insieme E  incompatibile con il
fatto che l'insieme E sia elemento di Giovanni P. Se d'accordo con
il principio di simmetria affermiamo, invece, non solo la
compatibilit, ma la coesistenza simultanea di entrambe queste
affermazioni, possiamo scegliere due alternative per uscire da
quest'impasse.
a) Concludere che, se questa relazione simmetrica  assunta come
vera, ci vuole dire che il concetto di insieme ed elemento usati
in questo caso non sono quelli che si usano nella logica
normale, e che, quindi, la logica non ci fornisce la possibilit
di fare alcuna affermazione su questo caso anomalo. Come nel caso
dell'ordine totale, in cui gran parte della matematica chiude
bottega, cio diventa impensabile, cos, in questo caso, una parte
importante dell'oggetto del pensiero logico diventa anche
impensabile.
b) La seconda possibilit sarebbe di prendersi una libert
logica, vale a dire inventare una nuova regola e affermare che
ci che succede in questo caso significa che l'elemento  uguale
all'insieme, come succede nel caso dei sottoinsiemi. Siccome i
ragionamenti con il principio di simmetria hanno il loro punto di
partenza dall'osservazione della realt clinica, sembra opportuno
a questo punto interrogare tale realt. Ho menzionato che Olga L.
trattava l'ago, la siringa e il proprietario della siringa - che
possiamo chiamare elementi di un insieme strutturato - come la
stessa cosa e anche identici alla struttura totale risultante
dalla loro totalit. Concludiamo, quindi, che a volte gli
schizofrenici considerano l'insieme e i suoi elementi come la
stessa cosa. Da ci segue che tutto quello che vale per un insieme
vale anche per qualsiasi suo sottoinsieme o elemento.
Se prendiamo l'uguaglianza tra sottoinsieme proprio e insieme e
l'uguaglianza tra insieme ed elemento, possiamo descrivere
l'insieme di queste due uguaglianze come l'uguaglianza tra parte e
tutto, che si osserva nel pensiero schizofrenico e nelle
manifestazioni dell'inconscio. D'altro canto, se prendiamo un
insieme, i cui elementi sono alcune affermazioni e le
corrispondenti negazioni, e se in questo insieme vale il principio
di simmetria, allora, per la propriet transitiva, affermazione =
negazione, cio l'insieme delle affermazioni diventa uguale
all'insieme delle negazioni e tutto ci implica la non esistenza,
in questo insieme, del principio di contraddizione. Difatti, casi
di questo genere si osservano nel pensiero schizofrenico.
Le cose per non si fermano qui. Se Giovanni P., maschio, 40 anni,
razza bianca, italiano, educazione terza media,  uguale ad Anna
O., 25 anni, razza negra, congolese e laureata, allora bianco =
negro, laurea = terza media, italiano = congolese, 40 anni = 25
anni, uomo = donna eccetera Siamo cos usciti dall'insieme degli
esseri umani. Questo esempio ci permette di vedere che, una volta
postulato valido il principio di simmetria in un dato insieme, non
soltanto gli elementi diventano identici tra di loro e identici
all'insieme, ma anche altri insiemi diventano identici a questo.
Cos il processo di identificazione si estende a macchia d'olio o
come reazione nucleare a catena fino a coprire tutto il pensabile,
tutti gli elementi o parti del quale diventano identici tra di
loro. Per parte si intende ogni cosa, individuo o persona,
struttura eccetera che  atta a essere delimitata dal pensiero.
Tutte le parti del mondo diventano una sola parte, che  a sua
volta uguale al tutto. E ci vale per le parti delle parti, e per
le parti delle parti delle parti e cos via.
 [...].
Ricordiamo a questo punto la definizione del modo eterogenico.
Impiegando, ancora una volta, con alcune modifiche, certe
espressioni di Wittgenstein, possiamo formulare una nuova, ampia
definizione, che  l'espressione, in termini logico-bivalenti, del
principio di simmetria, quando questo  portato fino alle sue
ultime conseguenze: il mondo  tutto ci di cui si tratta e il
mondo  uno solo, non diviso o disintegrato in parti, esseri,
oggetti, fatti, pensieri e proposizioni. In altre parole, il modo
 indivisibile omogeneo.
Questa definizione descrive un modo di essere nel mondo che
possiamo chiamare il modo indivisibile omogeneo.
E cos siamo arrivati a Parmenide, quel filosofo la cui audace
concezione  stata accantonata per 2.500 anni per la semplice
ragione che essa cozza violentemente con l'osservazione di tutti i
giorni, che ci presenta il mondo come diviso, cio formato da un
numero potenzialmente infinito di componenti. Siamo arrivati per
una strada diversa dalla sua, che inizia con l'osservazione
clinica, passa per il concetto di inconscio e finisce in qualcosa
che non  pi l'inconscio. Sembra che questa strada ci permetta di
riscuotere la sua intuizione e integrarla in una concezione pi
vasta. Infatti, siamo arrivati non a uno, bens a due modi di
considerare il mondo, incompatibili tra di loro e tuttavia sempre
presenti insieme sia nell'uomo, che, oso affermarlo, nel mondo.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagina 430-432.
